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lunedì 13 ottobre 2014

Da Bella Ciao e Che Guevara alla vittoria della destra: che pena questo Pd

Eleonora Della Penna è presidente della Provincia di Latina. Brava ragazza, simpatica, giovane, sindaco di Cisterna. Le speranze di un cambiamento ci sono tutte. Anche perché ha avuto il merito, la sua candidatura e chi l’ha caldeggiata (Tiero superstar ieri sera), di interrompere quell’asse Fondi/Sperlonga che per anni ha dominato la politica pontina. Il sud esce sconfitto su tutta la linea, nemmeno Sandro Bartolomeo è riuscito a tornare sui banchi di Via Costa.
Che aria di cospirazione ieri mattina davanti al Bar Jolly. Crocchi di politicanti, piccoli arrivisti in cerca di un posticino al sole, vecchi mestieranti della politica… a far cosa? I voti erano decisi, non si doveva convincere nessuno. Patti e tradimenti erano stati stabiliti altrove.
E quelli del Partito democratico, come al solito, si fanno riconoscere per inopportunità. Coloro che fino a ieri cantavano Bella Ciao e hanno tatuaggi di stelle rosse e Che Guevara vari stampati addosso ora gridano “Vittoria”. Non avete vinto nulla. O c’è un accordicchio sotto il quale nascondete qualcosa che a noi non dite? O siete proprio imbambolati dall’idea di comandare qualcosa? O proprio non avete capito nulla e sparate scemenze “a stocco”?
Perché io trovo che non sia una vittoria della politica fare un accordo di bassa lega pilotato da un segretario provinciale ineffabile ed etereo con quelli che fino a ieri osteggiavate. I voti li avete contrattati tra di voi, ai vostri elettori non avete nemmeno dichiarato né giustificato la vostra scelta. Avete, inoltre, portato la politica vecchia e becera di nuovo al potere (eletti dai consiglieri del Pd Bernasconi da Sezze [presidente della commissione bilancio che non votava i bilanci della sua maggioranza], Mansutti da Latina [politico democristiano di lunghissimo corso, ex sindaco della città, ex candidato sindaco, consigliere comunale che si vede molto poco in consiglio. Per informazioni rivolgersi altrove], Tombolillo da Pontinia [uno dei sindaci meno  incisivi della provincia di Latina, che del trasversalismo ne ha fatto una ragione di vita] e Di Tommaso da Terracina [giovane di belle speranze]).

Insomma, cari amici e compagni del Pd. Abbiate il coraggio di tacere, di complimentarvi con la sorridente Eleonora e tirar dritto. Spiegando ai vostri elettori che non è un metodo, questo di fare accordi con la destra, perché le elezioni comunali a Latina sono vicine e per spegnere questi entusiasmi facili e ridicoli basta poco. Una matita.

lunedì 12 maggio 2014

Quelli del Pd che non sopportano le domande

Quelli del Pd hanno una certa idiosincrasia per le domande. Semplici domande che potrebbero pure aiutarli nella tanto sbandierata operazione trasparenza che piace al premier. Eppure sono proprio i renziani doc, quelli della prima ora, quelli che sui social network si riempiono la bocca di belle parole, e poi nei fatti si comportano come i vecchi democristiani (con tutto il deteriore che il temine evoca) a sfuggire alle domande. Per esempio io ho chiesto al sindaco di Sezze Andrea Campoli perché la stazione di Sezze Scalo è in quelle condizioni di degrado e abbandono, con scempio del vivere civile e del codice della strada. Non mi ha risposto. Tempo fa alla vicepresidente del consiglio comunale di Latina Nicoletta Zuliani avevo chiesto a chi fosse andata la sua preferenza quando al chiuso delle riunioni in Via Farini si era votato per il capogruppo. Non mi ha risposto. Ieri ho chiesto al capogruppo Alessandro Cozzolino (quello votato anche dalla Zuliani benché la stessa voglia confondere le acque) di dire pubblicamente chi sono i consiglieri che hanno nominato propri amici e parenti per la lista degli scrutatori supplenti il giorno prima di firmare un’ipocrita mozione nella quale si chiede il sorteggio. Non mi ha risposto nemmeno lui. Ora: cari esponenti del Pd, a voi le domande fanno paura, ma gli elettori aspettano risposte, chiare e senza ambiguità. Sennò non vi votano. Come  dimostrano da anni con convinzione crescente.

lunedì 5 maggio 2014

Sezze, lettera aperta al sindaco

Una settimana fa ho scritto questa lettera aperta al sindaco di Sezze Andrea Campoli. Che non mi ha risposto. Peccato, un'occasione persa. La lettera è stata pubblicata anche sul sito www.mondoreale.it.
Caro sindaco Andrea Campoli,
ogni mattina dalla stazione di Sezze Scalo prendo il treno che mi porta a Roma per lavorare. E puntualmente ogni mattina una decina di macchine impunemente occupa senza permesso il posto riservato ai disabili. Quando ho contestato questo atteggiamento a un automobilista mi ha risposto che non ci sono i cartelli e le strisce gialle non si vedono. Naturalmente riporto in italiano quanto proferito in un linguaggio ben scurrile. È vero, comunque, i cartelli sono stati divelti (come si evince dalle foto) ma la segnaletica orizzontale, sebbene scolorita, si vede benissimo. E penso anche che le convenzioni e il buon senso in certi casi dovrebbero prevalere. Ora, mi permetto di suggerirti di mettere a posto la segnaletica per evitare alibi a questi incivili e poi mandare ogni tanto senza preavviso un paio di vigili urbani, che potrebbero sanzionare anche quei cittadini che, nonostante alle sei del mattino il parcheggio sia quasi totalmente libero, decidono di lasciare comodamente le auto fuori dalle strisce proprio davanti all’entrata del sottopassaggio. E qui siamo alle note dolenti. Il sottopassaggio serve ormai solo per fumare, perché i viaggiatori che vanno verso Sezze attraversano tranquillamente i binari. Anche in quel breve tratto di terra di nessuno non ci sono cartelli con l’indicazione dei divieti antifumo. Ora, le FS hanno deciso di non investire sulla nostra stazione di Sezze (niente bagni, nessuna biglietteria, annunci aleatori e imprecisi), ma noi possiamo renderla vivibile, per quello che ci compete. Noi come cittadini ci dobbiamo assumere la responsabilità di condividere uno spazio in maniera civile, rispettando i luoghi e gli altri. Capisco che il problema in certi casi non è rappresentato dall’amministrazione ma dagli amministrati, ma un Comune e soprattutto un Comune di centrosinistra deve assumersi la responsabilità di un cambiamento di cultura delle persone.
Con stima.
Teresa Faticoni