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mercoledì 20 agosto 2014

Le delibere scritte in english

Che poi certi del Pd mi stanno spingendo ad apprezzare la gente del centrodestra. E chi mi conosce sa che questo equivale a una bestemmia, perché in termini di preconcetti, pregiudizi e rigidità come donna di sinistra sono sempre stata poco progressista. Ma insomma, la vecchiaia mi fa diventare consapevole. Prendete per esempio la questione delle bollette dell’elettricità che il Comune di Latina per sessanta anni ha pagato alle chiese e agli oratori della città, e che adesso ha finalmente deciso che non pagherà più. Ma quando quei certi del Pd si erano messi a fare le pulci agli sprechi del Comune, perché queste cose non le avevano dette? Io credo che sia per cattiva fede, per non inimicarsi quel pezzetto di elettorato cattolico che si crede vicino. Oppure, e non saprei dire quale delle due cose sia la peggiore, non si sanno leggere le carte. Che per uno che fa il consigliere comunale è una cosa gravissima. Perché diciamo che pure se adesso stai all’opposizione, mi aspetterei che candidandoti tu abbia l’ambizione di governare (anche se con la sinistra latinense non si sa mai, questi si candidano a sconfitta certa un’altra volta visto l’andazzo) e se non sai leggere nemmeno un bilancio, chessò una delibera, una determina et similia la cosa si fa spaventosa. Ora, le carte che girano per il Comune di Latina sono scritte in italiano, e le dovrebbero capire tutti. Oppure sarebbe stato meglio fossero scritte in English?

lunedì 5 maggio 2014

Sezze, lettera aperta al sindaco

Una settimana fa ho scritto questa lettera aperta al sindaco di Sezze Andrea Campoli. Che non mi ha risposto. Peccato, un'occasione persa. La lettera è stata pubblicata anche sul sito www.mondoreale.it.
Caro sindaco Andrea Campoli,
ogni mattina dalla stazione di Sezze Scalo prendo il treno che mi porta a Roma per lavorare. E puntualmente ogni mattina una decina di macchine impunemente occupa senza permesso il posto riservato ai disabili. Quando ho contestato questo atteggiamento a un automobilista mi ha risposto che non ci sono i cartelli e le strisce gialle non si vedono. Naturalmente riporto in italiano quanto proferito in un linguaggio ben scurrile. È vero, comunque, i cartelli sono stati divelti (come si evince dalle foto) ma la segnaletica orizzontale, sebbene scolorita, si vede benissimo. E penso anche che le convenzioni e il buon senso in certi casi dovrebbero prevalere. Ora, mi permetto di suggerirti di mettere a posto la segnaletica per evitare alibi a questi incivili e poi mandare ogni tanto senza preavviso un paio di vigili urbani, che potrebbero sanzionare anche quei cittadini che, nonostante alle sei del mattino il parcheggio sia quasi totalmente libero, decidono di lasciare comodamente le auto fuori dalle strisce proprio davanti all’entrata del sottopassaggio. E qui siamo alle note dolenti. Il sottopassaggio serve ormai solo per fumare, perché i viaggiatori che vanno verso Sezze attraversano tranquillamente i binari. Anche in quel breve tratto di terra di nessuno non ci sono cartelli con l’indicazione dei divieti antifumo. Ora, le FS hanno deciso di non investire sulla nostra stazione di Sezze (niente bagni, nessuna biglietteria, annunci aleatori e imprecisi), ma noi possiamo renderla vivibile, per quello che ci compete. Noi come cittadini ci dobbiamo assumere la responsabilità di condividere uno spazio in maniera civile, rispettando i luoghi e gli altri. Capisco che il problema in certi casi non è rappresentato dall’amministrazione ma dagli amministrati, ma un Comune e soprattutto un Comune di centrosinistra deve assumersi la responsabilità di un cambiamento di cultura delle persone.
Con stima.
Teresa Faticoni